Birrificio The Musketeers: flessibilità e innovazione

Un viaggio alla scoperta di un classico della storia della birrificazione moderna belga

A volte capita di imbattersi ripetutamente nello stesso nome: ne avete appena sentito parlare in relazione a un meraviglioso concetto di design, e poi vi rendete conto che non si tratta solo di questo, ma di una vera e propria istituzione nel vostro mondo di nicchia denominata: Craft Beer.

Ho scoperto Musketeers grazie al design audace che hanno realizzato con la tecnologia di NOMOQ: la“Kiss My Neighbour('s Wife)” della loro linea “Bucket List”. Da quando sono arrivato a Bruxelles, non ho mai provato nessun altro prodotto della loro gamma, poiché in ogni taproom alla moda che ho visitato – L’amère à Boire, Les Brasseurs e persino la Brasserie de l’Union – ho trovato spillatori dedicati a Musketeers: tutti questi locali riservavano uno spazio a questo birrificio che, all’epoca, conoscevo solo di nome.

Brouwerij The Musketeers: il birrificio e i suoi valori

Il viaggio che ho compiuto da Anderlecht edal Brussels Beer Projectfino a Sint-Gillis-Waas, dove ha sede Musketeer, è stato davvero emozionante, poiché ero entusiasta di incontrare le persone che gravitano attorno a un birrificio del genere.

«Abbiamo sempre costruito la nostra azienda ponendo al centro la qualità e la comunità» – mi dice Stefaan Soetemans, fondatore e anima del birrificio – «sempre attenti ai prodotti che produciamo e alle persone che serviamo».

La produzione di birra all’insegna della flessibilità

Questi valori forti sono chiaramente visibili in ogni angolo del birrificio e nelle persone che vi lavorano; tra innovazione, orientamento al cliente e qualità, il mastro birraio Brecht De Causmaecker sottolinea un altro valore dei Musketeers: «L’intera struttura del birrificio è incentrata sulla flessibilità» – afferma il mastro birraio – «il nostro sistema è stato progettato in modo piuttosto moderno e questo ci consente di produrre rapidamente lotti di ogni dimensione, dai più piccoli ai più grandi». Il sistema a cui si riferisce è la loro sala di cottura, costruita di recente e progettata in collaborazione con l’azienda tedesca Rolec, eccellente per questo tipo di progetti flessibili. «Il nostro sistema offre la possibilità di produrre rapidamente nella sala di cottura, sia in piccole che in grandi quantità, e tutto parte dalle materie prime che vengono lavorate per poi passare alla birra, che può essere trasferita nei serbatoi dove maturerà nel tempo necessario» – prosegue Brecht – «in questo modo siamo liberi non solo di produrre le birre più tradizionali, destinate poi al mercato tradizionale, ma anche di sperimentare qualcosa di un po’ più audace, che possa essere prodotto stagionalmente e in piccole quantità per provare qualcosa di interessante, ma anche per soddisfare il pubblico degli amanti della birra più all’avanguardia».

La produzione di birra all’insegna dell’innovazione

Ed è proprio questo il caso della linea Bucket List: «La linea Bucket List è il sogno di ogni birraio» – per citare Brecht – «Tutte le birre che ogni birraio vorrebbe provare a produrre, quelle speciali e quelle all’avanguardia, ora trovano spazio nella nostra piattaforma, e questa si chiama Bucket List. Le Milkshake IPA («Saltare da un aereo»), le Belgian Bitter Blonds («Attraversare il deserto»), le Juice IPA («Baciare il proprio vicino») trovano spazio in questa serie e il pubblico le adora. Forse perché ne apprezza anche i nomi, anch’essi parte di una lista dei desideri, e non solo per i birrai». E i gusti audaci, spesso, richiedono anche un packaging audace. «Il design della serie “Bucket List” è sempre divertente e colorato, con il nostro personaggio impegnato a spuntare tutte le voci della sua lista.» – continua Brecht – «Tradizionalmente imbottigliamo sempre le nostre birre, ma con la “Kiss my Neighbour (’s wife)” abbiamo deciso di utilizzare un supporto che potesse potenzialmente adattarsi meglio alle qualità creative dell’illustrazione e della serie di birre. Ecco perché abbiamo optato perle lattine stampate in digitale di NOMOQ e, ehi, il risultato è semplicemente incredibilmente d’effetto».

Quel pomeriggio sono tornato a Bruxelles felice di aver scoperto un birrificio dal passato straordinario, dotato di sistemi di produzione all’avanguardia e sempre pronto a innovare e a dare un tocco di originalità alla propria produzione. 

E mi ha reso ancora più felice il fatto di aver finalmente dato una forma a tutte quelle birre che sgorgano da qualsiasi rubinetto della Capitale d’Europa e alle birre europee.

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