Vetra: Birra da strada

Appena varcata la soglia del Vetra Brewery, ci si sente subito a casa. L’atmosfera, la cultura, le vibrazioni, la musica e le birre deliziose.

Birra da Strada. Ilmodo italiano per dire “Street Beer” o, forse, “una birra della strada”. È questo lo slogan che si vede ovunque quando si ha in mano una Vetra, o quando si mette piede in un birrificio che trasuda cultura di strada tanto quanto le sue cisterne e i suoi fermentatori.

"Birra da Strada fa parte delle nostre radici" – affermaStefano, il mastro birraio di questo birrificio da sogno –«quando eravamo più giovani, eravamo soliti sederci in un parco a gustare qualche buona birra artigianale e, dopo aver chiacchierato e bevuto per un po’, ognuno di noi passava alla propria attività creativa successiva: dipingere sui treni, produrre beat, andare sullo skateboard o in BMX, fare graffiti e qualsiasi altra cosa la cultura di strada proponesse in quel periodo».

Ascolto le parole di Stefano e mi tornano in mente anche le immagini che ho visto nel birrificio: manifesti a sostegno delle feste Vans, birre realizzate in collaborazione con aziende del settore ciclistico, sostegno ai gruppi di graffitari e lattine speciali dedicate all’iconico marchio di vernici spray Loop.

Vetra Loop – Un po’ di musica in una lattina di Session IPA

Loop è anche il nome delle birre che stiamo imbottigliando oggi:«Ho viaggiato in tutto il mondo per imparare l’arte della birrificazione e per trarre ispirazione da ogni angolo del globo» – continuaStefano –«ma la caratteristica principale che desidero ottenere con Vetra Beers è l’elevata bevibilità. Amiamo esplorare, scoprire nuovi sapori e sperimentare con gli ingredienti, ma l’obiettivo che abbiamo sempre in mente è una birra di cui non ne avrete mai abbastanza». Edè proprio questo il caso di Loop: una fresca session IPA, piuttosto leggera ma«qualcosa che si può bere per tutta l’estate» – per usare le parole di Stefano.

Si ha l’impressione che le birre e le comunicazioni provenienti dal Birrificio Vetra abbiano un carattere sociale: birre create insieme alla comunità per essere gustate all’interno della comunità stessa.


Wondercraft e le birre in edizione limitata

La comunità è sempre al centro dell’attenzione. Me ne rendo conto quando mi trovo al birrificio nel giorno dell’imbottigliamento: il mio sguardo cade su una lattina colorata e non riesco a smettere di chiedere in giro informazioni al riguardo. Questo fa parte del progetto Wondercraft ’23. Alla Vetra hanno deciso di riunire alcuni birrifici amici e sperimentare una produzione in edizione limitata, proprio per esplorare i confini del gusto e il piacere di stare insieme.

Per il momento vedo tre birre nel progetto: 

Ma, un momento: Loop, Kinki, Anche Meno, Tropicalia. Tutti questi nomi di birre mi ricordano qualcosa che ha a che fare con la musica.

«Certo, Stefano» –si trattapropriodi Stefano, il birraio Stefano –«ogni nostra birra è dedicata a un determinato genere musicale, o quantomeno si ispira a qualcosa che vi è legato». 

Funk etno-beat proveniente dalla zona est di Roma

"Prendiamo ad esempio quest’ultima birra in collaborazione" – Stefanoprende in mano una lattina di Tropicalia – "per il lancio di questa birra fruttata e acidula abbiamo deciso di andare alla ricerca di un sound che potesse eguagliare la freschezza della birra. Così abbiamo trovato queste vibrazioni che stanno scuotendo le strade orientali di Roma con un sound davvero particolare: un Funk-Etno-Beat quasi sconosciuto in Italia, ma molto apprezzato nei locali alla moda e underground di Berlino e degli Stati Uniti».

WOW!

"Sì, questa musica è davvero straordinaria, e in occasione del lancio di Tropicalia abbiamo contattato un DJ e abbiamo suonato la sua musica in alcuni locali di Roma divertendoci un mondo".


E la prossima birra

Collaborazioni, birre di punta, birre stagionali, birre fantastiche. Potrei continuare a parlare con Stefano ancora per un paio d’ore, ma gli pongo una domanda che suona quasi come un“ci vediamo”: «Qual è la sua preferita?»

«Una risposta un po’ banale sarebbe la seguente» – disse lui«ma in realtà adoro la Vetra Pils, che ci ha permesso di vincere alcuni premi internazionali. Tuttavia, non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui potrò produrre una birra in stile inglese, magari una bitter, una “Italian Bitter”».

Esco dal birrificiocon lasensazione che alla Vetra parlino davvero la mia stessa lingua, non solo perché sono italiani come me, ma anche perché il loro background, le loro passioni, lo stile (di strada), i gusti in fatto di birra e l’atteggiamento sono piuttosto simili ai miei. Come quando mi avvio verso l’uscita e vedo Stefano dirigersi verso la sua auto con alcune scatole in mano, dicendo:«Adoro quando mi porto il lavoro a casa».

Beh, amico mio, dovrebbe essere orgoglioso di averlo fatto!


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