"Era tutto pronto: i nuovi design e un ingente ordine di lattine grezze e fascette. Ma poi è suonato il segnale di una nuova e-mail ed era il Suo messaggio in cui presentava le lattine stampate da Lei progettate. Abbiamo sospeso tutti i nostri progetti e abbiamo avviato il processo che ci ha portato qui, con la nostra gamma principale rinnovata nel marchio e contenuta nelle lattine di Nomoq".
Il birrificio alimentato dal sole della Zelanda
Riuscite a immaginare quanto mi sentissi vicino alla luna quando ho sentito queste parole? Ebbene, non più vicino di quando ho fatto roteare tra le mani una Pacific Haze, la New England IPA di Dutch Bargain.«Non solo è bella da vedere, ma anche sorprendente al tatto» – è ancora Thibo, il mastro birraio –«sì, siamo davvero felici di avervi scelto come partner».
Devo essere sincero: questa non è una giornata di lavoro come le altre. Voglio dire, sono davvero fortunato a poter andare a trovare direttamente i nostri clienti proprio dove avviene la magia, nei loro birrifici, dove amore, passione, professionalità e gusto personale si fondono per dare vita a bevande deliziose; tuttavia, ogni volta che tutto questo mi si presenta davanti agli occhi, non riesco a smettere di parlare e di assorbire tutte le vibrazioni positive dei nostri ospiti.
Abbiamo parlato di “Dutch Bargain”: un birrificio situato nel sud dei Paesi Bassi, a Groede, nella provincia della Zelanda. Un piccolo villaggio di mare, solitamente noto come luogo soleggiato perfetto per le vacanze estive:«Per non parlare di una giornata piovosa come quella odierna; di solito, nella bella stagione, la gente ama trascorrere qui il tempo libero dopo aver trascorso l’intera giornata in spiaggia, quando il sole splende copioso. Ecco perché l’edificio del birrificio è esposto a sud e il tetto è ricoperto da numerosi pannelli solari: il sole qui è così intenso che possiamo alimentare il nostro birrificio, la nostra linea di inscatolamento e l’intera cucina con energia solare».
Qui a Dutch Bargain la sostenibilità è un tema di grande importanza, un altro valido motivo per abbandonare le confezioni in plastica e optare per lattine stampate in digitale.«Ho avviato il mio progetto con Dutch Bargain alcuni anni fa» –affermaMarc,unaltro dei fondatori –«perché abbiamo aperto un ristorante e al suo interno abbiamo trovato un impianto di birrificazione; abbiamo quindi deciso di produrre birre tenendo conto del nostro menu. Quando sempre più persone hanno iniziato a interessarsi alle nostre bevande, abbiamo deciso di ampliare l’attività. Ora che il marchio Dutch Bargain è ben consolidato, ho spostato leggermente l’attenzione su un altro progetto: un’azienda agricola circolare dove produciamo tutto il cibo che cuciniamo al ristorante e nella sala di mescita».

Collaborazioni: la produzione creativa di birra
Un vero e proprio concentrato di creatività, non c’è altro da dire. Ma torniamo al birrificio, dove Thibo mi accompagna in un interessante tour: «Questo è il piccolo birrificio» – mi dice Thibo mentre prepara una IPA fresca, il cui profumo è così buono e intenso –«produciamo tutta la nostra gamma principale in un birrificio per conto terzi, mentre qui ci concentriamo esclusivamente sulle birre stagionali, sui progetti speciali e sulle collaborazioni. Qui, all’interno, mi concedo lo spazio per essere creativo». Creatività e birra: è un bel concetto.«Sono belga, ho studiato lì e ho iniziato la mia carriera di birraio in un enorme birrificio industriale belga. Sono felice di aver iniziato in questo modo, perché ora so esattamente quale debba essere il gusto di una birra equilibrata, ma sono anche felice di essere entrato a far parte di un piccolo birrificio olandese, perché qui le cose procedono più velocemente e si ha spazio per innovare e imprimere il proprio stile nelle nuove sfide». Sperimentare, naturalmente, ma anche collaborare: il tema della collaborazione è davvero importante nel mondo della birra artigianale.«Di solito ci incontriamo in occasione di eventi, chiacchieriamo, ci scambiamo tecniche e, ovviamente, tantissime opinioni» – continua Thibo, la cui ultima collaborazione è stata con Big Belly Brewery per una Bourbon BA Imperial Cherry Sour –«beh, quando c’è intesa decidiamo semplicemente di lanciarci in una collaborazione: produciamo insieme e la proponiamo ai nostri clienti. È questo che amo di più della scena artigianale: siamo semplicemente un gruppo di appassionati entusiasti di un nuovo progetto».
Birre fresche: non è solo una questione di colori
Creatività, entusiasmo e passione per i prodotti di qualità:«In questo birrificio abbiamo mantenuto tutto su scala piuttosto ridotta ma all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, in modo da poter ottimizzare la nostra produzione garantendo al contempo la massima qualità possibile. Prendiamo ad esempio la centrifuga» – vera protagonista del birrificio, il cui rumore si sente a miglia di distanza –«l’abbiamo configurata per accelerare il processo produttivo, in modo che la nostra IPA sia sempre fresca e gustosa. Anche la linea di inscatolamento è piuttosto compatta, il che ci permette di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e di garantire una produzione rapida e costante di birra stagionale».
Devo essere del tutto sincero: prima di incontrare persone come Thibo, per me il motivo per cui tutte queste birre artigianali apparivano così coloratissime era semplicemente incomprensibile. Perché dedicare tutto questo impegno alla confezione di una birra che, in fin dei conti, è solo una birra? Ebbene, ora non è più così: ognuna di queste birre è un insieme di fattori che solo una vasta gamma di colori può definire.
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